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E l’occhio incontrò il jazz
-linkinpark-
view post Posted on 2/9/2008, 15:44Quote

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E l’occhio incontrò il jazz
A siena fino a metà settembre, in mostra più di 500 copertine. Decenni di storia di musica visti attraverso l’evoluzione della grafica e il contributo di fotografi, artisti ed elegantoni come warhol, crepax...



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Uno scatto in bianco e nero di Hugh Bell: tre uomini, elegantissimi, seduti al bancone di un bar. L'immagine è impaginata come fosse la notizia del giorno in un quotidiano. Sopra, a grandi lettere, We Insist! Sotto, in corpo più piccolo, Fredom Now Suite. Era il 1960, tempo di lotte per i diritti civili. Quel messaggio, quasi gridato, era un perfetto corrispettivo visivo per le note contenute nel disco di Max Roach, uno dei più grandi batteristi in assoluto, convinto che attraverso la musica si potessero riaffermare diritti e doveri.

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Quella copertina sta insieme a molte altre (oltre 500 pezzi) nel Complesso Museale Santa Maria della Scala a Siena fino al 15 settembre. Si chiama SienaJazzEye questa mostra specialissima che ha pescato a piene mani dall'archivio Arrigo Polillo della Fondazione Siena Jazz. È curata da Enzo Gentile e Francesco Martinelli ed è la prima grande mostra italiana dedicata alle copertine del jazz. Un campo nel quale arte e musica hanno trovato ottime assonanze. Spesso politiche: in Roach come in Miles Davis, al quale, infatti, è dedicata una sezione a parte: Bitches Brew, Live Evil sono meraviglie sonore vestite con le illustrazioni di Abdul Mati Klarwein (lo stesso che ha disegnato la copertina di Abraxas di Santana, tanto per uscire un po' dal seminato), un artista cresciuto in Israele che ha fatto sua la cultura black regalandole tratti principeschi. C'è poi la ricerca estetica per caratterizzare una sola collana o addirittura una intera etichetta: Blue Note, Verve, Impulse, tanto per dire, e ancora la serie contemporary art dell'etichetta Pacific di William Claxton: in Jazz Guitar/Jim Hall per la prima volta è ritratto sul fondo un artista al lavoro mentre il musicista, in primo piano, suona: nel disco c'era anche una specie di tagliando per acquistare un multiplo dell'opera. E l'arte nostrana? Fa la sua figura: ci sono lavori di Guido Crepax, di Altan (per Enrico Rava), di Roberto Masotti (per Evan Parker).

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